IL TTIP VOLUTO DALLE MULTINAZIONALI AMERICANE

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Il famigerato Ttip, Trattato transatlantico di libero scambio, che consentirebbe agli americani di inondare i Paesi della Ue dei loro “rischiosi” prodotti alimentari e che provocherebbe una serie di privatizzazioni senza precedenti dei servizi pubblici, ha fatto, purtroppo, un altro passo avanti grazie alla sudditanza dei parlamentari del S&d e del Ppe nei riguardi delle multinazionali. Nella seduta plenaria del Parlamento europeo di inizio luglio scorso sono state votate a maggioranza le raccomandazioni sul Ttip richieste dalla Commissione europea. Il testo, che nell’altra plenaria di giugno scorso era stato messo in discussione e rinviato a luglio, pur di farlo passare, è stato annacquato in più parti. In particolare è stato riformato l’Isds, (Accordo nelle dispute tra Stati e investitori), una clausola che porrebbe le multinazionali in una posizione di forza nei confronti degli Stati, riuscendo addirittura a influenzare la legislazione nazionale. Da rilevare che il presidente del Pe Martin Schulz interpretando il regolamento a suo piacimento, ha impedito la votazione di un emendamento contro la clausola Isds proposto dal M5s. Inoltre, è stato vergognoso l’atteggiamento del presidente dell’S&d Gianni Pittella (Pd): un giorno prima del voto twittava con fierezza il suo no all’Isds, salvo poi uno strano ripensamento avvenuto nella notte. Da precisare che il voto definitivo sul Ttip avverrà a chiusura di tutti i negoziati. “Il M5s – ha dichiarato la portavoce a Bruxelles Tiziana Beghin – si batterà affinché non si arrivi mai a quel punto e si impegnerà per evitare che un mercato di 800 milioni di consumatori, si ritrovi senza diritti, senza protezioni e senza sicurezza”.


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