PER ROGER BOOTLE NON CI SONO DUBBI: L’EURO È A RISCHIO

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Non ci sono più dubbi. L’euro sta definitivamente collassando. Uno dei massimi esponenti di questa ipotesi è Roger Bootle, recente vincitore del Wolfson Economics Prize, ovvero del secondo premio per importanza dopo il Nobel. Un riconoscimento avvenuto grazie al lavoro tecnico effettuato sul Piano B, ovvero come riappropriarsi della propria sovranità monetaria senza sconvolgimenti e fratture macroeconomiche. Il lavoro di Bootle parte dal fondamento che l’unione monetaria, così com’è stata attuata, è semplicemente un vincolo di cambi fissi tagliato a misura per l’ex marco tedesco. Quali sono, dunque, le mosse che uno Stato deve attuare per uscire dall’Euro? Quelli che di seguito proponiamo sono solo alcuni punti chiave: come primo passo, un governo responsabile deve attuare gli accordi preliminari in silenzio. Senza allarmare opinione pubblica e mercati; viene formalmente teorizzato un D-Day, nel quale tutta la valuta è ridenominata nella nuova moneta, di colpo e senza passaggi graduali; la conversione, almeno inizialmente, deve essere di 1 a 1, per non alterare i prezzi e la disponibilità dei cittadini ad accettare la valuta; la moneta euro rimanente deve essere usata per piccole transazioni, mentre per i grandi spostamenti di capitali bisogna usare la nuova valuta; la perdita di valore che coinvolgerebbe la nuova valuta, unico vero strumento dei mercati per intimidire i governi, diventa una parte della soluzione; la banca centrale dello Stato avrà, in quel momento, tutti gli strumenti a disposizione per correre ai ripari, opzionando il proprio QE ad hoc per la situazione economica. Ricordatevi, il collasso dell’Eurozona è solo una questione di tempo!


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